I bambini del Pentcho

I bambini del Pentcho
  • 15.04.2014
  • Pubblicato datastodestro
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Regia Stefano Cattini

Genere: documentario

Produzione: Sonne film/Mosaic films/Rai Cinema

 

Sinossi

Il diario di Habaita, fino ad ora mai uscito da Israele è il testo definitivo che racconta l’incredibile vicenda del Pentcho, un vecchio rimorchiatore adibito al trasporto di grano e bestiame, che il 18 maggio 1940, lascia il porto di Bratislava alla volta della palestina. A bordo ci sono 520 ebrei: cechi, slovacchi e polacchi. L’intenzione è quella di discendere il Danubio fino a Sulina, sul Mar Nero, dove hanno appuntamento, di lì a venti giorni, con una nave più grande che li farà proseguire verso la terra promessa.

Il battello, ormai sovraccarico e a corto di cibo, deve attraversare numerose frontiere e viene ripetutamente bloccato e sequestrato. Ogni volta, miracolosamente, i passeggeri trovano il modo di ripartire. Quando finalmente il Pentcho arriva a Sulina, sono trascorsi oltre cinque mesi e la nave che li deve trasportare in salvo non c’è più. Il capitano, un russo alcolizzato e morfinomane, decide coraggiosamente di continuare la navigazione in mare nonostante il Pentcho sia un battello fluviale.

I passeggeri sono affamati e a Istanbul, sono accolti a colpi di cannone. Il viaggio deve proseguire, anche attraverso le acque minate della Grecia, finché il motore, inadatto al mare, si ferma, costringendo il battello ad urtare contro una piccola isola deserta e senza vegetazione, Kamilonisi. Dopo 10 giorni di stenti e dopo aver bruciato ogni pezzo della nave con la speranza di essere avvistati, i naufraghi sono soccorsi da una nave militare italiana, la Camogli. L’Italia è però in guerra al fianco della Germania. Per i 520 naufraghi sarà la salvezza o soltanto l’inizio di una nuova odissea?

A questa domanda risponde Karl, uno dei bambini del Pentcho. La sua ossessione oggi è ringraziare gli italiani per quello che hanno fatto per lui e la sua gente.

il racconto del suo viaggio prima in Grecia sulle sponde che hanno visto il naufragio della nave e poi in Italia nei luoghi da dove sono arrivati i suoi soccorritori, sono il fulcro del racconto dettato dalla voce narrante estratta dal diario del viaggio.

Una storia epica, dove tutti si salvano, dove i cattivi non sono così cattivi e dove la riconoscenza e l’idea che ci sia sempre una speranza, raccontano di un mondo giusto.

 

 


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